FAQ

Cosa significa EM?

EM è l’acronimo di “Effective Microorganisms” (Microrganismi Effettivi) ed è una miscela di microrganismi. I Microrganismi Effettivi contengono una miscela di batteri della fotosintesi (Rhodopseudomonas palustris), batteri lattici (Lactobacillus plantarum ed il Lactobacillus casei) e lieviti (Saccharomyces cerevisiae). I Microrganismi Effettivi agiscono sull’ambiente microbico in modo tale da rendere predominanti i microrganismi rigenerativi. In questo modo, tramite la fermentazione si crea un habitat in cui i microrganismi favoriscono la crescita e la qualità delle piante nonché la fertilità del suolo. Inoltre stimolano la biodegradazione fermentativa eliminando la marcescenza e, quindi, va persa meno energia. Un suolo in cui dominano i microrganismi rigenerativi può creare condizioni produttive ottimali, reprimere malattie e fornire prodotti qualitativamente migliori.

Qual è la differenza tra EM, Soluzione Madre EM ed EM Attivati?

L’espressione EM viene utilizzata laddove si parli di Microrganismi Effettivi in generale o si forniscano spiegazioni indipendentemente dal tipo di applicazione. I Microrganismi Effettivi pronti per l’uso (EM Attivati) si ottengono tramite la fermentazione di Soluzione Madre EM, melassa di canna da zucchero ed acqua e vengono utilizzati come sostanza di arricchimento del terreno, nebulizzati sulle piante e per la chiarificazione di corpi idrici.

Quale valore di pH devono avere la Soluzione Madre EM e gli EM Attivati?

Il valore di pH della Soluzione Madre EM è compreso tra 3,3 e 3,6. Gli EM Attivati devono avere un valore di pH tra 3,5 e 3,9.

I microrganismi contenuti nella Ceramica EM possono sopravvivere a temperature superiori a 1000°C?

È già stato scientificamente provato che esiste una serie di microrganismi anaerobi in grado di (soprav)vivere anche in ambienti in cui si superano di gran lunga i 1000°C. Anche i Microrganismi Effettivi contengono batteri della fotosintesi capaci di sopravvivere nelle regioni più improbabili della Terra (vulcani, camini neri sul fondo dell’oceano).

Che cos'è il burro di Karitè ?

Il burro di karitè è il grasso dei semi dell’albero di Shea. Questo albero tropicale che raggiunge fino a 15 m di altezza cresce selvatico o viene coltivato nel Sudan e nell’Africa occidentale. Il burro di Shea è un ingrediente fondamentale per la cura della pelle ed ha la più alta percentuale di sostanze lipoidiche, fra cui una quantità insolitamente alta di alcool triterpenici.
Queste sostanze sono parte integrante delle cere vegetali ed animali e proteggono le superfici delle piante dall’essiccazione e dall’infestazione di microrganismi. Esercitano la stessa azione anche sulla pelle. Infine sostengono il processo di guarigione in caso di ferite ed infiammazioni. Il burro di Karitè ha caratteristiche reidratanti e sulla pelle dà una sensazione morbida e delicata.
Queste eccellenti proprietà sono supportate dalle vitamine: la vitamina E funge da protezione delle cellule sull’epidermide, mentre la provitamina A normalizza la produzione di callosità della pelle. Un componente importante è l’allantoina, nota sostanza curativa della consolida maggiore (Radix symphtyti). Questa è anche la ragione delle proprietà addirittura curative del burro di karitè utilizzato contro le lesioni della pelle. 

Che cos'è un idrolato ?

Il metodo di produzione più ricorrente per ottenere oli essenziali qualitativamente validi è la distillazione in corrente di vapore. Le parti delle piante vengono poste su una grata sotto cui si trova un contenitore d’acqua riscaldabile. Il vapore acqueo ascendente estrae gli oli essenziali dalla pianta portandoli con sè verso l’alto. Dopo la condensazione in una serpentina di raffreddamento, gli oli essenziali, non essendo miscibili, possono essere separati dall’acqua aromatizzata, ossia l’idrolato.

 
Le tre fasi del metodo sono evaporazione – raffreddamento – separazione. In questo modo si ottengono le cosiddette acque di distillazione (chiamate acque aromatiche o idrolati) che contengono tutte le componenti idrosolubili della pianta nonché oli essenziali in diversa concentrazione.

 
I nostri idrolati profumati vengono dalla Francia, dall’Iran (progetto rosai biologici a sostegno degli orfanotrofi in Iran) e dalla Turchia da piante provenienti da colture biologicamente controllate e vengono stabilizzati e conservati con il 10% di alcol biologico puro. L’alcol biologico viene applicato o vaporizzato sulla pelle insieme all’acqua aromatica ed evapora immediatamente, quindi non è nocivo, bensì attiva tutte le funzioni naturali della pelle.

Cosa sono i tensioattivi vegetali ?

I tensioattivi sono sostanze detergenti che noi utilizziamo nei nostri shampoo, nel gel doccia e nei dentifrici. Noi impieghiamo due tensioattivi vegetali che non solo sono delicati sulla pelle, sui capelli e sulle gengive ma sono anche assolutamente ecologici. Questi tensioattivi, inoltre, sono biodegradabili al 100%.

 

Tensioattivo zuccherino (INCI: Coco glucoside)

Il tensioattivo zuccherino si estrae dall’olio di cocco, dall’olio di palmisti e dallo zucchero di canna. Più precisamente si tratta di una combinazione di aminoacidi e zucchero di canna, biodegradabile al 100% e che non irrita la pelle, le mucose e gli occhi. 

 

Acilglutammato (INCI: Disodium cocoyl glutamate)

L’acilglutammato è una sostanza detergente delicata ottenuta dalla combinazione di aminoacidi ed un acido grasso della noce di cocco. La materia prima di partenza è l’olio di cocco, completamente biodegradabileed anallergico.

 

 

Quali sono gli emulsionanti e gli eccipienti naturali

Lanolina (INCI: Lanolin)

 

Per lanolina si intende la lanolina anidra secreta dalla pelle della pecora, da non confondere con la lanolina reperibile in farmacia composta, secondo la Farmacopea tedesca (DAB), da una miscela di 65% di lanolina, 15% di olio di paraffina e 20% di acqua!

 
Nelle creme di alta qualità la lanolina viene utilizzata con un’emulsione di acqua in olio come emulsionante naturale e serve a legare acqua ed olio. Allo stesso tempo, però, è una sostanza straordinaria per la pelle, perché trattiene l’umidità nella pelle e contiene ingredienti biologici preziosi come colesterolo e pro-vitamina D.

 
La lanolina  è di altissima qualità quando proviene esclusivamente da pecore vive ed è purificata in modo da non provocare fenomeni di intolleranza o irritazioni.

 

 

 

Lecitina, vegetale (INCI: LECITHIN)

Prodotta da piante di soia garantite non OGM. Serve a stabilizzare le emulsioni e rende la pelle morbida come seta. Si utilizza anche nell’industria alimentare come emulsionante. 

 

Emulsionante vegetale (INCI: CETEARYL GLUCOSIDE (and) CETEARYL ALCOHOL)

Si tratta di un emulsionante ottenuto dallo zucchero, dai palmisti e dal cocco grazie al quale è possibile produrre emulsioni olio in acqua leggerissime. 

 

Cera d’api (INCI: CERA ALBA)

cera d’api naturale con un’elevata concentrazione di propoli prodotta da apicoltori biologicamente controllati, viene utilizzata come eccipiente ed ha un’azione leggermente emulsionante.

 

 

Emulsionante di olio di oliva (INCI: CETEARYL OLIVATE (and) SORBITAN OLIVATE)

Materiale di partenza di questo nuovo e costosissimo emulsionante (il processo di produzione è complesso e la resa è minima) è l’olio di oliva. A contatto con la pelle questo emulsionante dona una piacevole sensazione ed aumenta la stabilità dei prodotti, ossia dalla crema balsamo, ad esempio, non fuoriesce più olio.

 

 

 

 

Cos'è un olio essenziale ?

Gli oli essenziali sono sostanze aromatiche, contenute in quantità diversa in ogni parte della pianta sotto forma di minuscole goccioline, composte da fino a 200 ingredienti e che servono a garantire la sopravvivenza della pianta. Analogamente agli ormoni umani, gli oli essenziali svolgono un ruolo importante nel metabolismo vegetale. I migliori oli essenziali provengono da colture biologicamente controllate, sono utilizzati come principi attivi e profumazioni naturali e contribuiscono attivamente anche alla conservazione naturale.

Disinfezione e Sterilizzazione, differenze

Riporto testualmente la spiegazione da Wikipedia: 

"La disinfezione è una misura atta a ridurre tramite uccisione, inattivazione od allontanamento/diluizione, la maggior quantità di microrganismi quali, batteri, virus, funghi ... al fine di controllare il rischio di infezione per persone o di contaminazione di oggetti od ambienti. Il concetto di disinfezione se applicato a superfici e ambienti ha diverso significato rispetto alla sterilizzazione; infatti per sterilizzare si intende l'eliminazione e/o inattivazione totale di qualsiasi forma vivente, compresi virus e spore e nematodi, mentre per disinfezione il processo è circoscritto alle specie patogene.

Si usano le seguenti forme di disinfezione:

  • Disinfezione con mezzi naturali:
    • fisici:
      • Radiazioni solari (in particolar modo la frazione ultravioletta della luce solare la quale, però, essendo poco penetrante, per svolgere la funzione disinfettante necessita di colpire direttamente la flora microbica)
      • Essiccamento (il calore della luce solare provoca essiccamento del protoplasma dei germi)
      • Temperatura (> 37 °C riduce la vitalità e > 45 °C comincia ad uccidere i germi)
    • biologici:
      • Concorrenza vitale (attuata da microrganismi con azione diretta, come nel caso dei virus batteriofagi, oppure con azione indiretta tramite la modificazione del substrato che viene reso inidoneo allo sviluppo)
      • Diluizione (se i germi patogeni sono diluiti nei veicoli, come l'acqua o l'aria, difficilmente raggiungono la quota batterica necessaria perché l'infezione si trasformi in malattia).
 
Per leggere l'articolo priginale : 
https://it.wikipedia.org/wiki/Disinfezione
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