Quanto riportato in questa sezione è disponibile sui siti web di materia fiscale, e non rappresenta in alcun modo consigli o suggerimenti ad operare, bensì ha il mero scopo di informazione fine a se stessa.

 

                                                 

Ultimi aggiornamenti in materia fiscale : aggiornato al 07.03.2016

 

  • Gli incaricati alle vendite a domicilio, agenti di commercio e procacciatori di affari che nel 2014 avranno un volume di provvigioni superiore a € 25.000 saranno obbligati a presentare la COMUNICAZIONE DATI IVA ANNUALE  con sistema Telematico entro il 28 Febbraio 2015.

  • Tutti gli Incaricati alle Vendite, che hanno superato l'ammontare di € 5.000 di provvigioni (Rif.78% di 6.410 lorde) devono iscriversi all'Iva come contemplato dalla Risoluzione Ministeriale n° 18E/2006  

  • Gli incaricati alle vendite che percepiscono provvigioni annue di € 5.000 (pari al 78% di 6.410) non devono effettuare il versamento dei contributi Inps di cui alla Legge 335/95 in quanto esclusi. Al superamento di tale franchigia deve essere versato il contributo inps solo sulla parte eccedente i € 5.000 netti.

  •  Con decorrenza 01.01.2016 il contributo INPS, di cui alla Legge 335/95 , è stato modificato dal 28,72% al 31,72% e per i pensionati e per coloro che hanno altri versamenti di contributi obbligatori l'aliquota è stata modificata dal 22% al 24%.


 

Aspetti Fiscali degli Incaricati alle Vendite a domicilio 

La figura di incaricato alle vendite è contemplata dalla Legge 173/2005 e dall'art.19 del D.Lgs. 114/98, secondo cui:

  • la vendita a domicilio è disciplinata da tali normative;

  • le ditte interessate rilasciano un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate e rispondono agli effetti civili dell’attività delle stesse;

  • le vendite in argomento devono essere coperte da assicurazione per eventuali danni al consumatore;

  • i prodotti devono in ogni modo essere coperti da garanzia e, qualora non corrispondano all’ordine, devono essere sostituiti, o il prezzo pagato deve essere rimborsato (diritto di recesso).

Con la R.M. 14/7/1993, n.16/645620, il Ministero delle Finanze ha ritenuto che non sussistono i presupposti impositivi ai fini delle imposte dirette per i compensi percepiti dai "dealers" per la vendita a domicilio e le cessioni di beni in omaggio a favore di chi metteva a disposizione il proprio domicilio per effettuare incontri utili per la promozione e la vendita dei prodotti trattati dagli intermediari.
Le denominazioni tecniche e fiscali che caratterizzano tale attività sono:

  • Venditore Porta a Porta,

  • Venditore a Domicilio,

  • Incaricato alle Vendite.

Il Venditore Porta a Porta esercita un’attività saltuaria (o addirittura occasionale) che si concretizza nel mettere in relazione le parti ai fini della conclusione di un affare .

Pur presentando delle analogie con la funzione svolta dall’agente, l’attività è nettamente distinta poiché il Venditore Porta a Porta non ha l’obbligo ma solo la facoltà di promuovere la conclusione del contratto. E' precluso il concetto di stabilità.
L’attività è remunerata con una provvigione che è determinata in ragione percentuale sulla quantità e sull’importo delle vendite realizzate e andate a buon fine. Tuttavia, le parti possono convenire forme di compenso diverse tenendo conto che il limite è costituito dalla natura del contratto, circostanza che esclude la determinazione del corrispettivo con una retribuzione fissa cioè non correlata alla quantità ed agli affari promossi. Inoltre, il contratto può disporre anche premi di produzione ed incentivi, assimilabili a provvigioni integrative, legate al superamento di un determinato volume d’affari, nonché altri benefici (ad esempio viaggi premio o beni in natura) al conseguimento di determinati obbiettivi commerciali.
L’attività del dealer deve essere distinta in esercizio abituale od occasionale delle prestazioni. Ovviamente, in quest’ultimo caso, la natura sporadica delle operazioni esclude l’applicazione dell’IVA come riportato nella R.M.18/E del 26.01.2006. Ben diversa è l’ipotesi dell’esercizio abituale (al superamento di 6.410 euro), ai sensi dell’art.4 del D.P.R.26/10/1971, n.633, poiché l’imposta si applica sia sulle provvigioni sia sugli incentivi.
Ai fini dell’imposta sui redditi l’art.25 bis del D.P.R. 29/09/1973, n° 600, 
dispone che le provvigioni comunque denominate (cioè compresi gli incentivi) sono assoggettate alla ritenuta d’imposta con l’aliquota prevista per il primo scaglione di reddito (attualmente 23%). Tuttavia la ritenuta commisurata sul 78% delle provvigioni, è operata a titolo d’imposta definitiva nei confronti dei dealers. Questi sono esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione annuale dei redditi come contemplato dalla R.M.180/E del 12.07.1995. In qualsiasi caso va presentata la dichiarazione annuale IVA fermo restando, ovviamente, l’esonero della compilazione del Quadro RG del Mod.Unico per le provvigioni in argomento e l’obbligo dichiarativo per gli altri redditi posseduti (ad esempio:fabbricati, Cud, diversi, ecc.).
I premi e gli incentivi che vengono aggiunti hanno il medesimo trattamento riservato alle provvigioni percepite in quanto sono dovute in relazione alle prestazioni rese dai dealers per cui sono da considerare, al pari delle spese forfettarie riconosciute, a tutti gli effetti provvigioni comunque denominate.
L’unica eccezione è rappresentata dalle somme percepite a titolo di rimborso di spese anticipate per conto dell’impresa mandante. In definitiva, la ritenuta va operata sui compensi corrisposti a titolo di:

  • provvigioni;

  • premi e incentivi;

  • ulteriori servizi resi dopo la conclusione del contratto (consegna dei beni, l’incasso);

  • acconti e anticipazioni di provvigione;

  • rimborsi forfettari di spese.

I piccoli omaggi che vengono attribuiti, direttamente dalla società per il tramite del dealer, ai proprietari delle abitazioni che organizzano i "party plan" dimostrativi dei prodotti, sono privi di qualsiasi rilevanza reddituale per l’intermediario.
Questi, infatti, si limita soltanto a consegnare i beni in omaggio per conto della società senza averne la disponibilità patrimoniale.


 

 

D.L. n.114 del 31.03.98

FORME SPECIALI DI VENDITA AL DETTAGLIO

disposizioni entrate in vigore con decorrenza 24.04.99

Art. 18 VENDITA PER CORRISPONDENZA, TELEVISIONE O ALTRI SISTEMI DI COMUNICAZIONE.
1. La vendita al dettaglio per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione è soggetta a previa comunicazioneal comune nel quale l'esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale. L'attività può essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.
2. E' vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta. E' consentito l'invio di campioni di prodotti o di omaggi, senza spese o vincoli per il consumatore.
3. Nella comunicazione di cui al comma 1 deve essere dichiarata la sussistenza del possesso dei requisiti di cui all'articolo 5 e il settore merceologico.
4. Nei casi in cui le operazioni di vendita sono effettuate tramite televisione, l'emittente televisiva deve accertare, prima di metterle in onda, che il titolare dell'attività è in possesso dei requisiti prescritti dal presente decreto per l'esercizio della vendita al dettaglio. Durante la trasmissione devono essere indicati il nome e la denominazione o la ragione sociale e la sede del venditore, il numero di iscrizione al registro delle imprese ed il numero della Partita IVA. Agli organi di vigilanza è consentito il libero accesso al locale indicato come sede del venditore.
5. Le operazioni di vendita all'asta realizzate per mezzo della televisione o di altri sistemi di comunicazione sono vietate.
6. Chi effettua le vendite tramite televisione per conto terzi deve essere in possesso della licenza prevista dall'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
7. Alle vendite di cui al presente articolo si applicano altresì le disposizioni di cui al decreto legislativo 15 gennaio 1992, n.50, in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali.

ART. 19 VENDITE EFFETTUATE PRESSO IL DOMICILIO DEL CONSUMATORE.

1. La vendita al dettaglio o la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori, è soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l'esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale.
2. L'attività può essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1.
3. Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 5 e il settore merceologico.
4. Il soggetto di cui al comma 1, che intende avvalersi per l'esercizio dell'attività di incaricati, ne comunica l'elenco all'autorità di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha la residenza o la sede legale e risponde agli effetti civili dell'attività dei medesimi. Gli incaricati devono essere in possesso dei requisiti di cui all'articolo 5, comma 2.
5. L'impresa di cui al comma 1 rilascia un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate, che deve ritirare non appena esse perdano i requisiti richiesti dall'articolo 5, comma 2.
6. Il tesserino di riconoscimento di cui al comma 5 deve essere numerato e aggiornato annualmente, deve contenere le generalità e la fotografia dell'incaricato, l'indicazione a stampa della sede e dei prodotti oggetto dell'attività dell'impresa, nonchè del nome del responsabile dell'impresa stessa, e la firma di quiest'ultimo e deve essere esposto in modo visibile durante le operazioni di vendita.
7. Le disposizioni concernenti gli incaricati si applicano anche nel caso di operazioni di vendita a domicilio del consumatore effettuate dal commerciante sulle aree pubbliche in forma itinerante.
8. Il tesserino di riconoscimento di cui ai commi 5 e 6 è obbligatorio anche per l'imprenditore che effettua personalmente le operazioni disciplinate dal presente articolo.
9. Alle vendite di cui al presente articolo si applica altresì la disposizione dell'articolo 18, c.7.

ART. 20 PROPAGANDA A FINI COMMERCIALI.
1. L'esibizione o illustrazione di cataloghi e l'effettuazione di qualsiasi altra forma di propaganda commerciale presso il domicilio del consumatore o nei locali nei quali il consumatore si trova, anche temporaneamente, per motivi di lavoro, studio, cura o svago, sono sottoposte alle disposizioni sugli incaricati e sul tesserino di riconoscimento di cui all'articolo 19, commi 4,5,6 e 8.

ART. 21 COMMERCIO ELETTRONICO

1. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato promuove l'introduzione e l'uso del commercio elettronico con azioni volte a:
a) sostenere una crescita equilibrata del mercato elettronico;
b) tutelare gli interessi dei consumatori;
c) promuovere lo sviluppo di campagne di informazione ed apprendimento per operatori del settore ed operatori del servizio;
d) predisporre azioni specifiche fianlizzate a migliorare la competività globale delle imprese, con particolare riferimento alle piccole e alle medie, attraverso l'utilizzo del commercio elettronico;
e) favorire l'uso di strumenti e tecniche di gestione di qualità volte a garantire l'affidabilità degli operatori e ad accrescere la fiducia del consumatore;
f) garantire la partecipazione italiana al processo di cooperazione e negoziazione europea ed internazionale per lo sviluppo del commercio elettronico.
2.Per le azioni di cui al comma 1 il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato può stipulare convenzioni e accordi di programma con soggetti pubblici o privati interessati, nonchè con associazioni rappresentative delle imprese e dei consumatori.

ART. 22 SANZIONI E REVOCA
1. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 5,7,8,9,16,17,18 e 19 del presente decreto è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 2.582,00 a Euro 15.494,00.
La sanzione e' ridotta a Euro 5.164,00 se pagata entro 60 giorni dalla notifica.

ART. 5 REQUISITI DI ACCESSO ALL'ATTIVITA'

1. Ai sensi del presente decreto l'attività commerciale può essere esercitata con riferimento ai seguenti settori merceologici: alimentare e non alimentare.
2. Non possono esercitare l'attività commerciale, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione:
a) coloro che sono stati dichiarati falliti;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato una condanna a pena detentiva, accertata con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti di cui al al titolo II e VIII del libro II del codice penale, ovvero di ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina;
d) coloro che hanno riportato due o più condanne a pena detentiva o a pena pecuniaria, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, accertate con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 513-bis, 515, 516 e 517 del codice penale, o per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali;
e) coloro che sono sottoposti ad una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza.
3. L'accertamento delle condizioni di cui al comma 2 è effettuato sulla base delle disposizioni previste dall'articolo 688 del codice di procedura penale, dall'articolo 10 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, dall'articolo 10-bis della legge 31 maggio 1965, n. 575, e dall'articolo 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
4. Il divieto di esercizio dell'attività commerciale, ai sensi del comma 2 del presente articolo, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata o si sia in altro modo estinta, ovvero, qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena, dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza.

INCARICATO ALLE VENDITE A DOMICILIO
(Venditori Porta a Porta)

 

Nella seguente tabella sono riportate le principali caratteristiche contabili, fiscali e previdenziali per il corretto inquadramento della figura di Incaricato alle Vendite.    (dati aggiornati al 07.03.2016 )

 

 

 
Regolamentazione legale: Legge 173/2005.    
Regolamentazione attività: Decreto Lgs.114/1998.    
Regolamentazione fiscale: D.P.R. n. 600/1973 Art.25 Bis 6' Comma.   
Regolamentazione Inps: Legge 335 del 08.08.1995.   
Iscrizione Albo o Ruolo: No. Non prevista
Iscrizione Cciaa: No. Circolare Ministero Industria n.3407/C del 09.01.1997
Iscrizione Ufficio IVA: Obbligatoria per provvigioni > € 6.410   
Iscrizione Inps: Obbligatoria per provvigioni > € 6.410   
Iscrizione INAIL: No. Non è prevista, nessun adempimento o versamento.
Svolgimento dell'attività: Tutti coloro che non hanno pendenze penali
Identificazione: Tesserino rilasciato dalla società committente
Inquadramento Società: Lettera d'incarico alle vendite a domicilio
Definizione ricavi: Provvigioni
Tipologia attività: Occasionale senza Iva o Abituale con Iva   
Codice Iscrizione Iva: 46.19.02 (consigliato)
Soggetto fiscale: Solo ditte individuali. Escluse le società.
Versamento IVA: Mensile o Trimestrale   
Modalità Versamento IVA: F24 On Line Diretto o Entratel   
Contabilità: Semplificata ai fini IVA
Regime dei Minimi: No. (Gli IVD sono esclusi)  
Vidimazione registri: No. Abolita con Legge 383 del 18.10.2001.
Imposta di bollo: Marca da bollo € 2,00 sulle ricevute senza Iva > € 77,47
Dichiarazione IVA annuale: Si. Presentazione autonoma o con Mod.Unico
Modalità di presentazione: Dichiarazione Iva solo con sistema Telematico
Comunicazione IVA CEE: Tutti gli IVD con provvigioni > di € 25.000   
Presentazione Spesometro: Si. Presentazione Telematica (contribuenti con IVA)
Presentazione Mod.Unico: No. R.M. n.180/E del 12/07/95   
Imposizione fiscale: Rit.imposta definitiva del 23% sul 78% provvigioni   
Soggetto studi di settore: No. (Esclusi)   
Versamento IRAP: No. (Non soggetti)
Dichiarazione IRAP: No. (Adempimento Escluso)
Detrazioni IVA: Nessuna, (consigliabile)   
Detrazioni IRPEF: Nessuna (Ritenuta Imposta Definitiva)   
Contributi previdenziali: Si. Il 31,72% di cui 1/3 c/incaricato e 2/3 c/società  
Base Imponibile Inps: La base imponibile è del 78% delle provvigioni.  
Soglia esclusione Inps: Fino a € 6.410,00 di provvigioni lorde.  
Aliquote Inps: Ordinaria 31,72%, ridotta 24%, pensionati 24%.  
Massimale Inps: Fino a € 128.363  Provvigioni lorde.  
Oneri previdenziali: Detraibili nel quadro RP della quota di 1/3 Inps.  
Oneri deducibili Mod.Unico: No  (solo per altri redditi dichiarati)
Presentazione Mod.730: Si, per occasionali senza Iva. No, per abituali con Iva.
Detrazione Fiscale: Coniuge sempre a carico fiscale.  
Contributo Enasarco: No. Non dovuto.
Contributo Fir: No. Non dovuto.
Indennità clientela: No. Non dovuta.
Definizione della zona: No. Non prevista.
Scioglimento Incarico: Non previsto periodo di preavviso.
   

 

Procedura per l'Iscrizione IVA

 

Istruzioni per l'iscrizione Iva degli Incaricati alle Vendite a Domicilio:

  • Recarsi presso l'Agenzia Delle Entrate competente e compilare il modulo AA9/11.

  • Inviare copia del certificato di attribuzione della partita iva alla società committente.

Si ricorda di iscriversi all'IVA entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività o al superamento di € 6.410 di provvigioni.

COMPILAZIONE MODULO IVA AA9/11

I quadri da compilare del modulo AA9/11 sono: A B C; di seguito analizziamo singolarmente ciascun quadro.

QUADRO
A: Barrare inizio attività e riportare la data di inizio che non deve essere anteriore a 30 giorni dalla data di presentazione all'Ufficio IVA.

QUADRO
B: Riportare il cognome e nome per la denominazione (non riportare il volume di affari), codice attività 46.19.02 (generico per tutti i tipi di vendita), per la descrizione attività indicare "Incaricato alle vendite a domicilio (Legge 173/2005)", sede indirizzo di residenza.

QUADRO
C: Riportare tutti i dati anagrafici personali del titolare della ditta individuale.

QUADRO
Allegati : Inserire nelle annotazioni la seguente dicitura: "Vedere prospetto allegato al Modello AA9/11".

DELEGA : Se all'Agenzia delle Entrate, per comodità, si reca un'altra persona che non è il titolare, deve essere compilato il quadro della delega e il titolare deve fare una fotocopia del suo documento di riconoscimento e consegnarlo all'incaricato che andrà ad effettuare l'iscrizione; questi deve portare anche un proprio documento di riconoscimento. I due documenti saranno richiesti dal funzionario dell'Agenzia delle Entrate. 

ALLEGATO AL MODELLO AA9/11

L'ATTIVITA' ESERCITATA DI INCARICATO ALLE VENDITE A DOMICILIO NON PREVEDE L'ISCRIZIONE PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO, LEGGE 173/2005, D.Lgs.114/98 - DISCIPLINA DEL COMMERCIO. VIENE RICHIESTA L'OPZIONE PER IL VERSAMENTO IVA TRIMESTRALE COME CONTEMPLATO DAL D.L. NR. 331 DEL 30/08/93 ART. 66 COMMA 10 LETT. A. L'IMPOSIZIONE IRPEF E' A TITOLO DI IMPOSTA DEFINITIVA ALLA FONTE SECONDO QUANTO CONTEMPLATO DAL D.P.R. 600/73 ART. 25/Bis COMMA 6. NON DEVE ESSERE PRESENTATA LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PER LE PROVVIGIONI PERCEPITE, IN RIFERIMENTO ALLA RISOLUZIONE MINISTERIALE NR.180/E DEL 12/07/95. I REGISTRI IVA SONO TENUTI CON IL SISTEMA LASER.

ISCRIZIONE IVA TELEMATICA

 

 

Scadenziario

 

Premessa

Le scadenze per gli adempimenti fiscali sono soggette a continui cambiamenti e modifiche improvvise, oltre che a frequenti proroghe.

Quanto si riporta in questa pagina è pertanto puramente indicativo e fa riferimento ai contribuenti il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare.

Per i titolari di partita Iva

Per i contribuenti “mensili” i versamenti dell’Iva vanno effettuati entro il sedici del mese successivo a quello di riferimento. L’Iva di gennaio entro il 16 febbraio, l’Iva di febbraio entro il 16 marzo e così via.

Per i contribuenti “trimestrali” i versamenti dell’Iva vanno effettuati entro il sedici del secondo mese successivo a quello di trimestre di riferimento (ad esempio l’Iva di gennaio, febbraio e marzo entro il 16 maggio e così via).

L’Iva annuale: sostanzialmente relativa a dicembre per i mensili, va versata entro il 16 gennaio successivo; sostanzialmente relativa a ottobre, novembre e dicembre per i trimestrali, va versata entro il 16 marzo dell’anno successivo.

Sia i mensili che i trimestrali possono versare l’Iva annuale – con una maggiorazione dello 0,50% mensile – unitamente alle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi (UNICO). In tal caso, e sempre con ulteriori maggiorazioni, l’Iva annuale può essere rateizzata.

L’acconto Iva va versato entro il 27 dicembre ed è poi scomputato dall’Iva annuale.

Di seguito è riportato lo scadenzario dei principali adempimenti:
 

28 FEBBRAIO

Presentazione Comunicazione IVA Anno Telematica

16 MARZO

Versamento IVA a saldo 4'Trimestre (ott.nov.dic.)

30 APRILE

Presentazione telematica elenchi Clienti e Fornitori

16 MAGGIO

Versamento IVA 1' Trimestre (gen.feb.mar.)

16 AGOSTO

Versamento IVA 2' Trimestre (apr.mag.giu.)

30 SETTEMBRE

Presentazione Dichiarazione IVA Annuale Telematica

16 NOVEMBRE

Versamento IVA 3' Trimestre (lug.ago.set.)

27 DICEMBRE

Versamento acconto IVA



 

Per coloro che effettuano i versamenti IVA Mensili le scadenze sono le seguenti:

16 DI OGNI MESE

Versamento IVA del mese precedente

30 APRILE

Presentazione telematica elenchi Clienti e Fornitori

30 SETTEMBRE

Presentazione Dichiarazione IVA annuale

27 DICEMBRE

Versamento acconto IVA



Se il giorno di scadenza cade di sabato o festivo il versamento puo' essere effettuato il primo giorno lavorativo successivo

 

INPS - LEGGE 335/95

 

É un contributo dovuto all'INPS, previsto dalla legge di riforma del sistema pensionistico, dai lavoratori autonomi che esercitano un'attività professionale o di collaborazione coordinata e continuativa e per gli incaricati alle vendite a domicilio per la quale non è prevista una forma assicurativa pensionistica. Il contributo ha lo scopo di finanziare un fondo obbligatorio che garantisce una pensione (invalidità, vecchiaia e superstiti) calcolata con il sistema contributivo in presenza di un minimo di 5 anni di versamenti.

Dal 01 Gennaio 2016 il contributo INPS, di cui alla Legge 335/95,  è stato modificato dal 28,72% al 31,72% e per i pensionati e per coloro che hanno altri versamenti di contributi obbligatori l'aliquota è stata modificata dal 22% al 24%  a seconda dei casi come di seguito riportato:

A) per gli incaricati alle vendite non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria è pari al 31,72% fino al massimale di legge pari a 126.967 (lordi)  Il contributo è maggiorato dello 0,72% per finanziare il fondo di recente istituzione per maternità e assegni familiari;

B) per gli incaricati alle vendite iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie il contributo è pari al 24%.

C) per gli incaricati alle vendite già pensionati il contributo è pari al 24%.

 

CHI DEVE VERSARE

Sono interessati al versamento del contributo del 24% e 31,72%:

1. coloro che hanno redditi derivanti da attività professionale

2. coloro che hanno redditi derivanti da una collaborazione coordinata e continuativa: amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni ed altri enti, collaboratori di giornali riviste ed enciclopedie (sono esclusi i compensi corrisposti per diritto di autore), partecipanti a collegi e commissioni, soggetti che svolgono un'attività con contenuto artistico e non hanno un rapporto subordinato

3. venditori porta a porta di cui alla legge 173/2005 e D.Lgs.114/1998

4. spedizionieri doganali dall'1.1.98 a seguito della soppressione del loro fondo di previdenza. A partire da questa data sono tenuti all'iscrizione obbligatoria presso la gestione: gli spedizionieri doganali non vincolati da rapporto di impiego già iscritti al Fondo alla data di soppressione gli spedizionieri doganali iscritti nell'albo nazionale successivamente alla data di soppressione del Fondo

5. ricercatori universitari che dal 1.1.1999 fruiscono di borse di studio.

 

BASE IMPONIBILE

La base imponibile ai fini del calcolo del contributo Inps è diversa a seconda della categoria da assoggettare:

1. Professionisti Autonomi: la base di calcolo è la stessa del reddito imponibile fiscale riportato nel quadro RE del modello Unico. Deve essere compilato il quadro RR ai fini del corretto calcolo dell'Importo da versare. Il versamente si effettua in autoliquidazione.

2. Venditori Porta a Porta: dal 01.01.2003 la base imponibile è ridotta di una percentuale forfettaria del 22%. Pertanto la base imponibile per il calcolo del contributo Inps è del 78% delle provvigioni percepite. La disposizione per il calcolo della base imponibile è contemplata nel Decreto Ministeriale 24.11.1995 pubblicato in G.U. n.282 del 02.12.1995 "Modalità di Versamento all'Inps".
Il versamento è a completo carico dell'azienda committente.
Gli incaricati alle vendite che hanno un volume di provvigioni annuo netto fino a € 5.000,00 (pari al 78% di € 6.410,00) non devono effettuare il versamento dei cotributi Inps di cui alla Legge 335/95 in quanto esclusi. Al superamento di tale importo deve essere versato il contributo inps solo sulla parte eccedente i 5.000 Euro netti.
Tale franchigia è annuale; pertanto ogni anno le provvigioni percepite fino all'ammontare lordo di € 6.410 sono escluse dall'assoggettamento Inps.

 

COME SI PAGA

Il contributo alla gestione separata va versato all'INPS con il modello F24. Il modello è unico per professionisti e collaboratori. Professionisti: il contributo viene pagato con il meccanismo degli acconti e saldi negli stessi termini previsti per i versamenti IRPEF. Collaboratori: il versamento è effettuato con cadenza mensile dal committente entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso. Poiché il modello F24 non consente di identificare i nomi dei collaboratori cui vanno accreditati i contributi, i committenti hanno l'obbligo di compilare il modello Emens da inviare entro il fine mese del mese successivo al pagamento. Il contributo è dovuto entro il limite di un massimale annuo rivalutato sulla base degli indici ISTAT di variazione del costo della vita.
 

PIÙ DI 60 ANNI DI ETA'

Chi svolge un'attività che rientra tra quelle per le quali è dovuto il contributo, ma ha più di 65 anni di età, con decorrenza 01.07.2001 non può più scegliere di non versare. Pertanto ha l'obbligo del versamento all'aliquota Inps del 24%.

 

PROCEDURA PER ALIQUOTA RIDOTTA

Per coloro che hanno un'altro contemporaneo versamento previdenziale obbligatorio e i pensionati il contributo INPS di cui all'art.2 comma 24 Legge 335/95 e' del 24%. Per poter usufruire dell'aliquota ridotta del 24% ogni incaricato deve comunicarlo per scritto alla società. Tale riduzione potrà essere applicata solo per le liquidazioni successive alla data di tale comunicazione.
Se durante l'anno ci sono ulteriori cambiamenti della propria posizione previdenziale, dovranno essere comunicati tempestivamente alla societa' per poter adeguare la percentuale INPS all'aliquota ordinaria del 31,72%.

 

Aggiornata al 01.09.2014

 

QUESITI INCARICATI ALLE VENDITE

Aggiornata al 01.01.2012

 

Di seguito sono riportate le prime 15 Domande che più frequentemente sono richieste da chi si accinge a questa attività.  

1) Perchè gli incaricati alle vendite non devono dichiarare le provvigioni percepite?
Gli Incaricati alle Vendite, di cui alla legge 173/2005 e D.Lgs.114/1998, non devono dichiarare le provvigioni percepite nella propria dichiarazione dei redditi in quanto sono soggetti ad una ritenuta alla fonte definitiva del 23% sul 78% delle provvigioni come da D.P.R.600/73 Art.25 Bis 6'Comma e in riferimento alla R.M.180/E del 12.07.95.

2) Quali costi possono detrarre gli incaricati alle vendite a domicilio ?
Nessuno. Non è tecnicamente possibile detrarre nessun tipo di costo in quanto i ricavi percepiti sono esclusi dalla dichiarazione dei redditi e pertanto non è possibile detrarre nessun tipo di costo.

3) Gli incaricati sono soggetti agli studi di settore ?
No. Sono esclusi da tale obbligo come contemplato dalle istruzioni Ministeriali.

4) Gli incaricati cosa possono detrarre ai fini IVA ?
Generalmente non è consentito nessuna detrazione. Gli incaricati possono detrarre solo l'IVA relativa alle spese del commercialista. Si sconsigliano ulteriori detrazioni onde evitare una ripresa fiscale ai fini delle imposte dirette per contestazione dell'inquadramento di semplice IVD.

5) Gli incaricati possono detrarre il costo dell'autovettura e relativa IVA ?
No. Non è tecnicamente e fiscalmente detraibile il costo per l'autovettura nè ai fini Irpef, nè ai fini IVA.

6) C'è l'obbligo di iscrizione alla CCIAA per gli incaricati ?
No. Gli Incaricati alle Vendite sono esclusi dall'iscrizione alla CCIAA come da contenuto della Circolare dell'Industria n. 3407 del 09.01.1997.

7) Gli incaricati devono versare i contributi Inps gestione commercianti?
No. Sono esclusi dall'iscrizione della gestione Commercianti Inps. Sono obbligati a versare i contributi Inps di cui Legge 335 nella misura del 28,72% e 22% se già aperta altra posizione previdenziale obbligatoria o se possessori di pensione diretta, di cui 1/3 a carico dell'incaricato e 2/3 a carico della società committente. I versamenti sono eseguiti direttamente dalla società committente. L'incaricato ha solo l'adempimento dell'iscrizione alla gestione Inps. I contributi Inps di cui alla Legge 335/95 devono essere versati sulle provvigioni di ammontare annuo superiore a 5.000 Euro netti (pari al 78% di 6.410 Euro). Fino alla soglia netta di 5.000 euro sussiste l'esclusione totale dall'assoggettamento al contributo Inps.

8) Devono fare la dichiarazione e versare l'IRAP gli incaricati ?
No. Sono escusi dal versamento e dichiarazione Irap come contemplato dalle istruzioni Ministeriali.

9) Qual'è il corretto codice da utilizzare per l'iscrizione all'Ufficio IVA ?
Il codice da utilizzare per una corretta iscrizione ai fini IVA è il 46.19.02 con descrizione: Incaricato alle Vendite a Domicilio (Legge 173/2005).

10) Quando subentra l'obbligo di iscrizione al relativo Ufficio IVA?
in riferimento al contenuto della R.M.18/E del 27.01.2006 gli incaricati alle vendite sono obbligati all'iscrizione Iva al superamento dei 5.000 euro di provvigioni nette (Rif.78% delle provvigioni di 6.410 lorde).

11) Concorrendo nella vendita a domicilio piu' soggetti alla conclusione delle vendite (venditrice, capogruppo, capozona, capoarea) le provvigioni sulle vendite effettuate viene ripartito tra i soggetti stessi secondo un prospetto aziendale. La ritenuta a titolo d'imposta definitiva e' applicabile a tutti i soggetti intervenuti ?
Le modalita' di determinazione della provvigione agli incaricati alle vendite a domicilio, di cui al D.Lgs.114/98, non hanno alcuna rilevanza ai fini dell'applicabilita' o meno della ritenuta a titolo d'imposta definitiva. Pertanto la ritenuta sara' del 23% sul 78% delle provvigioni per tutti i soggetti intervenuti alla vendita. E' importante che siano rispettati i requisiti di cui al D.Lgs.114/98 e che non ci sia un rapporto di agenzia stipulato tra il venditore a domicilio e la ditta mandante.

12) Gli incaricati devono obbligatoriamente avere il Tesserino con la fotografia ?
Si. E' un'adempimento a carico della societa' che deve fare la denuncia alla pubblica sicurezza e rilasciare il tesserino con la fotografia. Il D.Lgs.114/98 impone agli incaricati di esporre il tesserino ben visibile durante le proprie dimostrazioni e tale adempimento è stato richiamato anche nella Legge 173/2005.

13) Le societa' che operano nel settore di cui al D.Lgs.114/98 devono rilasciare annualmente le certificazioni per l'attestazione delle ritenute pagate per conto dei propri incaricati ?
Si, le certificazioni delle ritenute versate devono essere inviate entro il 28 Febbraio di ogni anno. In tale certificazione si consiglia di inserire anche i dati relativi ai versamenti INPS in quanto la quota di 1/3 è onere deducibile per gli incaricati da inserire nel quadro RP del Mod.Unico.

14) Se un venditore porta a porta, oltre alle provvigioni, ha anche altri redditi da dichiarare cosa deve fare ?
I venditori porta a porta che hanno altri redditi da dichiarare devono obbligatoriamente presentare il modello Unico per dichiarare gli altri redditi oltre alle provvigioni. Si precisa che in ogni caso le provvigioni percepite non fanno mai cumulo con gli altri redditi.

15) Chi si è iscritto all'IVA durante l'anno deve pagare l'acconto a Dicembre ?
No. E' esonerato dal versamento dell'acconto. Dovrà versarlo l'anno successivo se dovuto.

 

 

Tabella comparativa Agente/Incaricato, vantaggi e svantaggi: 

 

VANTAGGI:

SVANTAGGI:

INCARICATI ALLE VENDITE A DOMICILIO
* ritenuta d'imposta definitiva alla fonte,
aliquota minima IRPEF 23% calcolata sul 78% delle provvigioni,
* aliquota INPS calcolata sul 78% delle provvigioni,
*esclusi dal pagamento dell'IRAP,
*provvigioni escluse da Dichiarazione dei Redditi (Unico),
*non devono tenere la contabilità ai fini Irpef,
*non sono soggetti ai parametri di controllo fiscale,
*non sono soggetti agli studi di settore,
*non hanno il costo per la compilazione della dich.dei redditi,
*i versamenti fiscali e Inps sono a carico della società committente (di cui 1/3 a carico dell'incaricato e 2/3 a carico della società committente),

*le provvigioni non cumulano con altri eventuali redditi,
*l'incaricato è sempre fiscalmente a carico del coniuge,
*pressione fiscale e contributiva minima.

INCARICATI ALLE VENDITE A DOMICILIO
- non possono detrarre l'IVA degli acquisti,
- non possono detrarre i costi le spese dell'attività,
- oneri deducibili non consentiti per le provvigioni percepite,
- tassazione sul 78% delle provvigioni,
- non hanno diritto all'esclusiva della zona,
- non hanno un mandato regolamentato dal settore,
- non hanno diritto all'indennità clientela,
- non possono usufruire delle prestazioni Enasarco,
- non hanno la liquidazione Firr,
- il trattamento previdenziale Inps è ridotto e minimo.

 

 

AGENTI DI COMMERCIO


- possono detrarre l'IVA al 100% su automezzi e relative spese,

- possono detrarre costi all'80% su automezzi e relative spese di gestione,

- possono detrarre l'IVA ed i costi relativi alle spese inerenti l'attività,

- hanno diritto all'esclusiva per la zona,

- possono usufruire delle prestazioni Enasarco,

- hanno diritto alla liquidazione Firr,

- il trattamento previdenziale Inps è contributivo,

- l'utile tassato è al netto delle spese inerenti l'attività,

- possono detrarre gli oneri deducibili consentiti (spese 

mediche, interessi mutui, etc.),

- possono usufruire delle detrazioni fiscali per i figli ed il 

coniuge a carico.

AGENTI DI COMMERCIO


- tassazione progressiva sul reddito netto,
- Assoggettamento alla tassazione IRAP,

- contribuzione Inps elevata,

- soggetto ad imposizione Enasarco,

- deve presentare la dichiarazione dei redditi,

- le provvigioni nette cumulano, ai fini fiscali, con altri eventuali redditi,

- sono assoggettabili agli studi di settore,

- imposizione di redditi minimi da dichiarare in funzione ai costi e beni ammortizzabili,

- pressione fiscale e contributiva elevata.

Considerazioni finali: per uno scopo esclusivamente di risparmio fiscale e di costi, l'inquadramento come Incaricato alle Vendite a Domicilio, è più vantaggioso che di quello come Agente di Commercio.

"Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali"

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 2 settembre 2005

 

ART. 1.
(Definizioni e ambito di applicazione della legge)

1. Al fini della presente legge si intendono:

a) per "vendita diretta a domicilio", la forma speciale di vendita al dettaglio e di offerta di beni e servizi, di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, effettuate tramite la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore finale o nei locali nei quali il consumatore si trova, anche temporaneamente, per motivi personali, di lavoro, di studio, di intrattenimento o di svago;

b) per "incaricato alla vendita diretta a domicilio", colui che, con o senza vincolo di subordinazione, promuove, direttamente o indirettamente, la raccolta di ordinativi di acquisto presso privati consumatori per conto di imprese esercenti la vendita diretta a domicilio;

c) per "impresa" o "imprese", l'impresa o le imprese esercenti la vendita diretta a domicilio di cui alla lettera a).

2. Le disposizioni della presente legge, ad eccezione di quanto previsto dagli articoli 5, 6 e 7, non si applicano alla offerta, alla sottoscrizione e alla propaganda ai fini commerciali di:

a) prodotti e servizi finanziari;

b) prodotti e servizi assicurativi;

c) contratti per la costruzione, la vendita e la locazione di beni immobili.

ART. 2.
(Esercizio dell'attività di vendita diretta a domicilio)

1. Alle attività di vendita diretta a domicilio di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), si applicano le disposizioni di cui agli articoli 19, 20 e 22, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché le disposizioni vigenti in materia di commercializzazione dei beni e dei servizi offerti.

ART. 3.
(Attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio)

1. L'attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio, con o senza vincolo di subordinazione, è soggetta all'obbligo del possesso del tesserino di riconoscimento di cui all'articolo 19, commi 5 e 6, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e può essere svolta da chi risulti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 5, comma 2, del medesimo decreto legislativo.

2. L'attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione può essere esercitata come oggetto di una obbligazione assunta con contratto di agenzia.

3. L'attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione può essere altresí esercitata, senza necessità di stipulare un contratto di agenzia, da soggetti che svolgono l'attività in maniera abituale, ancorché non esclusiva, o in maniera occasionale, purché incaricati da una o più imprese.

4. La natura dell'attività di cui al comma 3 è di carattere occasionale sino al conseguimento di un reddito annuo, derivante da tale attività, non superiore a 5.000 euro.

5. Resta ferma la disciplina previdenziale recata dall'articolo 44, comma 2, ultimo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.

ART. 4.
(Disciplina del rapporto fra impresa affidante e incaricato alla vendita diretta a domicilio. Compenso dell'incaricato)

1. All'incaricato alla vendita diretta a domicilio con vincolo di subordinazione si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall'impresa esercente la vendita diretta. All'incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione di cui all'articolo 3, comma 2, si applicano gli accordi economici collettivi di settore.

2. Per l'incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione di cui all'articolo 3, comma 3, l'incarico deve essere provato per iscritto e può essere liberamente rinunciato, anche per fatti concludenti con relativa presa d'atto dell'impresa affidante, o revocato per iscritto tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altro mezzo idoneo. L'atto di conferimento dell'incarico deve contenere l'indicazione dei diritti e degli obblighi di cui ai commi 3 e 6.

3. L'incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione di cui all'articolo 3, comma 3, ha diritto di recedere dall'incarico, senza obbligo di motivazione, inviando all'impresa affidante una comunicazione, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, entro dieci giorni lavorativi dalla stipula dell'atto scritto di cui al comma 2. In tale caso, l'incaricato è tenuto a restituire a sua cura e spese i beni e i materiali da dimostrazione eventualmente acquistati e l'impresa, entro trenta giorni dalla restituzione dei beni e dei materiali, rimborsa all'incaricato le somme da questi eventualmente pagate. Il rimborso è subordinato all'integrità dei beni e dei materiali restituiti.

4. Nei confronti dell'incaricato alla vendita diretta a domicilio non può essere stabilito alcun obbligo di acquisto:

a) di un qualsiasi ammontare di materiali o di beni commercializzati o distribuiti dall'impresa affidante, ad eccezione dei beni e dei materiali da dimostrazione strumentali alla sua attività che per tipologia e quantità sono assimilabili ad un campionario;

b) di servizi forniti, direttamente o indirettamente, dall'impresa affidante, non strettamente inerenti e necessari all'attività commerciale in questione, e comunque non proporzionati al volume dell'attività svolta.

5. Nel caso in cui l'incarico venga rinunciato o revocato, il tesserino di riconoscimento di cui all'articolo 3, comma 1, è ritirato.

6. In aggiunta al diritto di recesso di cui al comma 3, all'incaricato alla vendita diretta a domicilio è in ogni caso riconosciuto, in tutte le altre ipotesi di cessazione per qualsiasi causa del rapporto con l'impresa affidante, il diritto di restituzione e, entro trenta giorni, alla rifusione del prezzo relativamente ai beni e ai materiali integri eventualmente posseduti in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario.

7. L'incaricato alla vendita diretta a domicilio deve attenersi alle modalità e alle condizioni generali di vendita stabilite dall'impresa affidante. In caso contrario, egli è responsabile dei danni derivanti dalle condotte difformi da lui adottate rispetto alle modalità e alle condizioni di cui al primo periodo.

8. L'incaricato alla vendita diretta a domicilio non ha, salvo espressa autorizzazione scritta, la facoltà di riscuotere il corrispettivo degli ordinativi di acquisto che abbiano avuto regolare esecuzione presso i privati consumatori nè di concedere sconti o dilazioni di pagamento.

9. Il compenso dell'incaricato alla vendita diretta a domicilio senza vincolo di subordinazione è costituito dalle provvigioni sugli affari che, accettati, hanno avuto regolare esecuzione. La misura delle provvigioni e le modalità di corresponsione devono essere stabilite per iscritto.

ART. 5.
(Divieto delle forme di vendita piramidali e di giochi o catene)

1. Sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l'incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.

2. È vietata, altresí, la promozione o l'organizzazione di tutte quelle operazioni, quali giochi, piani di sviluppo, "catene di Sant'Antonio", che configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone e in cui il diritto a reclutare si trasferisce all'infinito previo il pagamento di un corrispettivo.

ART. 6.
(Elementi presuntivi)

1. Costituisce elemento presuntivo della sussistenza di una operazione o di una struttura di vendita vietate ai sensi dell'articolo 5 la ricorrenza di una delle seguenti circostanze:

a) l'eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare dall'impresa organizzatrice, ovvero da altro componente la struttura, una rilevante quantità di prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo relativamente ai beni ancora vendibili, in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario, nel caso di mancata o parzialmente mancata vendita al pubblico;

b) l'eventuale obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all'atto del reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza nell'organizzazione, all'impresa organizzatrice o ad altro componente la struttura, una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e benefici finanziari in genere di rilevante entità e in assenza di una reale controprestazione;

c) l'eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare, dall'impresa organizzatrice o da altro componente la struttura, materiali, beni o servizi, ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non strettamente inerenti e necessari alla attività commerciale in questione e comunque non proporzionati al volume dell'attività svolta.

ART. 7.
(Sanzioni)

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque promuove o realizza le attività o le strutture di vendita o le operazioni di cui all'articolo 5, anche promuovendo iniziative di carattere collettivo o inducendo uno o più soggetti ad aderire, associarsi o affiliarsi alle organizzazioni od operazioni di cui al medesimo articolo, è punito con l'arresto da sei mesi ad un anno o con l'ammenda da 100.000 euro a 600.000 euro.

2. Per le violazioni di cui al comma 1 si applica la sanzione accessoria della pubblicazione del provvedimento con le modalità di cui all'articolo 36 del codice penale e della sua comunicazione alle associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale.

3. All'impresa che non rispetti le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2, 3, 5, 6 e 9, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 5.000 euro.